La parola in Sinisterra è centrale, ma è una parola che non vuole dominare la scena, è una parola insufficiente a dire il mondo, è una parola forte proprio perché conosce la sua debolezza. Si potrebbe anche parlare di uno “svuotamento” della parola drammatica che non mostra, ma nasconde, non rivela quello che il personaggio sembra dire, ma proprio quello che non vorrebbe dire. E in questa condensazione della parola, il silenzio è espressivo alla pari del discorso.
NOTA BIOGRAFICA SULL'AUTORE
José Sanchis Sinisterra (Valencia, 1940) è considerato uno dei maggiori drammaturghi e registi di teatro contemporaneo in lingua spagnola. Al teatro si dedica sin da giovanissimo, fondando l’Aula e il Laboratorio di Teatro dell’Università di Valencia. Nel 1977, crea il teatro Fronterizio, che dirige fino al suo scioglimento nel 1997. Nel 1988 ha creato il Teatro Beckett di Barcellona che si occupa da allora di drammaturgia contemporanea offrendo la possibilità a nuovi autori di rappresentare le loro opere. Nel 1993 è stato nominato direttore artistico del festival Ibero-Americano del Teatro di Càdiz e nel 2005 del Teatro Metastasio di Prato (IT). Oltre a dirigere testi propri, ha allestito opere di Cervantes, Lope de Rueda, Molière, Racine, Shakespeare, Pirandello, Cechov, Strindberg, Brecht, Brossa e Beckett, insieme a drammaturgie da lui eseguite su Joyce, Kafka, Melville, Collazos, Cortazar, Beckett. Per il suo lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nacional de Teatro (1990) e il Premio Lorca (1991). Tra le sue attività c’è anche quella di studioso di teoria teatrale e docente universitario. Tiene, inoltre, seminari di drammaturgia in tutto il mondo. Dalla sua opera più conosciuta, “Ay, Carmela” (1987), è stato tratto il film diretto da Carlos Saura. Altre sue opere, mai rappresentate in Italia sono: Perduta sugli Appalachi, I figuranti, Naufragi di Alvar Nuñes, La riga nei capelli di William Golden, sangue lunare, solo per citarne alcune. Suoi testi rappresentati in Italia sono: Il lettore a ore, andato in scena al Fabbricone di Prato per la sua regia nel 2006, Valeria e gli uccelli, l’Assedio di Leningrado messo in scena dall’ass. cult. Vitamina T per la provincia di Roma e Ay Carmela.


