Monday, March 28, 2011

Quello che le donne non dicono - spettacolo


Quello che le donne non dicono

Lady Macbeth Vs Ophelia

Una donna in una soffitta si confida con la sua migliore amica. E' appena tornata a casa dopo tanti anni. Sembra felice.

Ripassa i suoi ricordi ad uno ad uno, canta, suona il pianoforte.

Cerca la verità dentro se stessa. Di verità ce n'è una sola.

Ma per lei il mondo è un doppio dal quale non si scappa.

“Ho scritto un monologo partendo da un dialogo. Immaginando l'impossibile incontro tra due personaggi femminili dell'universo shakespeariano: Lady Macbeth e Ofelia. La donna forte e algida contro la donna ingenua e fragile.

Mi interessava parlare attraverso di loro della relazione delle donne con gli uomini, prendendo due punti di vista estremi, la donna vittima e la manipolatrice, la dominante e la soccombente.

Sullo sfondo il dolore dei legami di sangue, la follia, il suicidio. Ma anche i sogni più infantili, i desideri, le piccole favole di cui si nutre un'esistenza.

Il monologo è nato dall'impasto di questa materia.

E' nata una donna.

Che si racconta.

Fino alla fine.

Fino alle estreme conseguenze.

Ad ascoltarla c'è la sua migliore amica.

Solo lei potrà forse capirla... e perdonarla.”

Fabio Banfo

Con Debora Mancini

Da un idea di Alessandra Seveso

Drammaturgia e Regia Fabio Banfo

Scene e costumi Alessandra Seveso e Chiara Marchetti

con la collaborazione di Serena Piazza.



Presso il teatro Verga dal 30 marzo al 3 aprile ore 21.

REVE D'AUTOMNE

Segnalo la possibilità di vedere lo spettacolo
Rêve d'automne (Sogno d'autunno)
con la regia di Patrice Chéreau
al teatro Strehler
DOMENICA 3 APRILE ORE 16
MARTEDI' 5 APRILE ORE 19.30
durata 2 ore
costo 16 euro

La conferenza stampa si terrà il 1 aprile presso la Pinacoteca di Brera (quindi può valer la pena farci un salto!)

Per il pagamento dei biglietti contattare la docente via mail.

"Amplessi dentro un cimitero e miti di un museo: da restare pietrificati o immobili in mezzo ai colori che, scesa la notte, riprenderanno forma sotto i nostri occhi". Così Patrice Chéreau presenta Rêve d'automne (Sogno d?autunno), una delle opere più intriganti e ipnotiche di Jon Fosse, drammaturgo norvegese contemporaneo tradotto in 40 Paesi.
La scena si apre su una sala rossa, con dei quadri appesi nell?ombra: è un museo dove sono chiamati a riunirsi i vivi e i morti ed è anche la rilettura scenica del cimitero sul mare che apre, invece, il testo di Fosse. Così si intrecciano e si oppongono due immagini fortemente simboliche, che servono a raccontare le vicende di vite intere, esistenze che dolcemente si consumano e poi si spengono, lasciando solo corpi destinati, anche loro, a scomparire. La vicenda ruota intorno all?incontro fra un uomo e una donna, due individui che il destino ha riunito per pochi attimi, e che si raccontano l?uno all?altra, compiendo un viaggio commosso tra passato e futuro, tra vita e morte, speranze disilluse, amori infranti, desiderio logorato dalla morte e dal suicidio. Si apre un ventaglio di enigmi: che cosa è esistito, in passato, tra loro? Che cosa ha in serbo per loro il futuro? E poi, chi è morto, chi sta per morire?
"Qui si parla di sesso come si parla di Dio, perché non si parla di nient?altro che di morte in un cimitero: morte degli sconosciuti, morte dei cari, morte dell?amore, inappagato e per questo eterno" scrive Chéreau, svelando una delle numerose chiavi di lettura del testo, che esplora la forza indistruttibile e cieca del desiderio amoroso.

Perché vederlo?
Un grande regista di cinema e di teatro incontra un autore - vivente - singolare e insolito come Jon Fosse. I temi sono quelli che Chéreau predilige: l'eterno conflitto fra eros e thanatos, l'inganno d'amore, il bisogno di parlarne. E per ammirare in scena un cast straordinario di volti spesso "incontrati" sul grande schermo.

Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano

PROVE APERTE RIGOLETTO

E' confermata la prova aperta del RIGOLETTO al TEATRO REGIO di TORINO
per DOMENICA 10 APRILE ORE 15.
L'ingresso è gratuito.
SONO DISPONIBILI 50 POSTI.
Chiedo conferma della vostra partecipazione CERTA entro martedì 5 aprile, via mail o al ricevimento studenti del martedì (aula 35 ore 9-11) o a lezione (giovedì aula 37 ore 14-16) o ai tutor (Isabella, Enzo, Beatrice, Anna...)
Agli iscritti verrà comunicato se versare una quota per il trasporto in bus, o se verrà effettuato il viaggio in treno.
Grazie,

Sunday, March 20, 2011

NUOVO ORARIO CORSO

Il corso è stato fissato il GIOVEDI' dalle ore 13 alle ore 15 in AULA 35.
Con l'augurio che definitivamente le peregrinazioni siano terminate,
buon lavoro

Monday, March 14, 2011

Laboratorio IL GABBIANO

Le date fissate per i prossimi incontri del laboratorio sul Gabbiano sono le seguenti:
mercoledì 16 marzo
mercoledì 23 marzo
mercoledì 30 marzo
mercoledì 6 aprile
mercoledì 13 aprile
mercoledì 20 aprile

Ci si trova in aula 40 dalle ore 16 alle 18.
Grazie.

Accademia di Brera - Corso per il Trienio - a.a. 2010-2011

Cechov e il Naturalismo

Il corso si propone di analizzare il teatro naturalista nelle sue evoluzioni europee, andando successivamente ad approfondire il lavoro del drammaturgo russo Checov, in relazione anche con la sua esperienza di collaborazione con il regista Stanislaskij.
Verranno letti i testi più rappresentativi di tale corrente, con particolare attenzione poi alle opere di Checov e alle messe in scena contemporanee.

L’esame prevede:
a. Una parte generale, per cui saranno richiesti, imprescindibilmente, i seguenti testi:
• Cesare Molinari - Storia del teatro - Laterza, Roma-Bari 1996
• Victor Turner - Dal rito al teatro - Il Mulino, Bologna 1986
• Konstantin Stanislaskij – Il lavoro dell’attore su se stesso – ed. disp.
• Una dispensa contenente una miscellanea di testi

Opere nelle edizioni disponibili:
• Ibsen, Casa di Bambola
• Strindberg, Temporale
• Cechov, Platonov
• Cechov, Il Gabbiano
• Cechov, Il giardino dei ciliegi
• Cechov, Le tre sorelle
• Cechov, Zio Vanja

Un testo a scelta tra i seguenti:
• Luigi Allegri, La drammaturgia da Diderot a Beckett, Laterza, Roma Bari 1998
• Cesare Molinari, L’attore e la recitazione, Laterza, Roma-Bari 1998
• Giorgio Strehler o la passione teatrale, Ubulibri, Milano 1998
• Giorgio Strehler e il suo teatro, Bulzoni, Roma 1997
• Northrop Frye – Anatomia della Critica - PBEinaudi, Torino 1969
• Erving Goffman – Il rituale dell’interazione - Il Mulino, Bologna 1994
• Erving Goffman – La vita quotidiana come rappresentazione - Il Mulino, Bologna 1997
• Louis Jouvet – Elogio del disordine – La casa Usher, Firenze 1994
• Antonin Artaud – Il teatro e il suo doppio - PBEinaudi, Torino 1978
• Charles Dullin – La ricerca degli dei - La casa Usher, Firenze 1986



b. La visione e l’analisi di almeno uno spettacolo teatrale della stagione in corso (struttura drammaturgica, scenografia, materiali paratestuali, relazione tra struttura visiva e testo). Lo spettacolo può essere di qualsiasi genere (prosa, opera, balletto, ecc) fatta eccezione per il musical.

L’esame si svolgerà secondo le seguenti modalità:
1. Una domanda sullo spettacolo scelto. La mancata visione dello spettacolo porta automaticamente all’interruzione della prova.
2. Una o più domande sulla storia del teatro generale. Il mancato studio della totalità del testo di Cesare Molinari porta automaticamente all’interruzione della prova.
3. Una o più domande sul corso svolto.
Una domanda sul testo scelto dallo studente.

Il programma del corso ed eventuali comunicazioni di attività integrative verranno comunicate durante le lezioni e pubblicate sul blog www.gualdonic.blogspot.com
Studenti del vecchio ordinamento o non frequentanti sono pregati di accordarsi per un programma specifico con la docente.
Per chiarimenti e comunicazioni si prega di contattare la docente via e-mail all'indirizzo: chiaragua@portugalmail.com

Sunday, January 10, 2010

Calendario prossime lezioni

Le prossime lezioni del corso di storia dello spettacolo per il triennio si svolgeranno secondo il seguente calendario:
- mercoledì 13 gennaio ore 15 aula 38B
- mercoledì 20 gennaio ore 15 aula 38B
- sabato 30 gennaio ore 9 aula 13
- sabato 6 febbraio ore 9 aula 13

In caso ci siano dubbi da chiarire sui testi in bibliografia, resto a disposizione per spiegazioni e chiarimenti durante l'orario di ricevimento oppure con rientri da concordare (una volta raggiunto un piccolo gruppo di studenti, si può decidere una data in cui effettuarlo)

Tuesday, January 05, 2010

Laboratorio "Il Mercante di Venezia" - date di gennaio

Comunico le prossime date del laboratorio su "Il mercante di Venezia" a cura di Fabio Banfo:

GIOVEDÌ 14 GENNAIO
MARTEDÌ 19 GENNAIO
MARTEDÌ 26 GENNAIO

Gli incontri si svolgeranno, salvo altra comunicazione, in Salone Napoleonico alle ore 15.

Friday, November 20, 2009

L'affare Danton - spettacolo

Dal 26 al 29 Novembre e dal 3 al 6 Dicembre 2009

L'Affare Danton
da Stanislawa Przybyszewska
con Alessandro Borroni, Simone Lampis, Emanuela Mancosu,
Roberta Secchi, Monica Zipparri
regia di Raul Iaiza
produzione Associazione Teatro la Madrugada

Siete tutti invitati al Tribunale della Rivoluzione!
L'Affare Danton di Stanislawa Przybyszewska ha per tema lo scontro finale tra Robespierre e Danton che si concluderà con la morte di quest'ultimo, ghigliottinato con i seguaci il 5 aprile 1794, dando il via al Terrore.
Non si tratta però di un dramma storico sulla Rivoluzione Francese. L'Affare Danton è un riflessione lucida e spietata su i paradossi tragici della Rivoluzione, dove ideali e lealtà lasciano il posto al tradimento.
Assisteremo alle terribili trame, speculazioni e giustificazioni di coloro che decideranno di mettere in moto una macchina che finirà per annientare tutto e tutti, il Terrore. Con la condanna a morte di Danton lo strumento è inesorabilmente destinato a diventare fine.
Il dramma più profondo si scatena dentro i personaggi. Nell'arena del Tribunale, il patibolo diventa camera da letto, tavola raffinata, palchetto e fossa mentre il boia osserva impassibile lo svolgersi degli eventi.
L'Affare Danton è la stanza sudicia della Rivoluzione, dove i capi manipolano la loro figura politica con la loro 'intimità', dove la lealtà e il tradimento creano una rete di illusioni e irresponsabilità, decidendo irreparabilmente la sorte di tutto un popolo, anonimo e invisibile.
Il bene assoluto o il male assoluto, vi si metta dentro quanto occorre di logica,
esigono lo stesso furore.
Albert Camus, L'uomo in rivolta

L'Affare Danton
Teatro della Contraddizione, Via della Braida, 6 - Milano
Da giovedì 26 a domenica 29 Novembre
e da Giovedì 3 a domenica 6 Dicembre – ore 20.45
Per prenotazioni e informazioni tel. 02 5462155
E’ consigliata la prenotazione.
www.teatrolamadrugada.com
www.teatrodellacontraddizione.it

Monday, November 09, 2009

Accademia di Brera - Corso per il Biennio - a.a.2009-2010

La rappresentazione della follia: da Aiace all'Orlando Furioso riletto da Calvino

Il corso si propone di seguire il percorso di sviluppo delle rappresentazioni della follia sulla scena e in letteratura, dalle prime manifestazioni sceniche dell'antichità per giungere alle versioni moderne, analizzando le differenti modalità di rappresentazione e le evoluzioni dei personaggi dei folli.
Verranno lette e analizzate i testi più rappresentativi, non tralasciando gli aspetti fondamentali di critica testuale e le possibilità sceniche offerte dalla rilettura moderna dell'Orlando Furioso di Calvino.

Bibliografia:
Victor Turner - Dal rito al teatro - Il Mulino, Bologna 1986 (solo per chi non abbia seguito il corso del triennio con la prof.ssa Gualdoni)
PER GLI STUDENTI STRANIERI: From Ritual to Theatre: The Human Seriousness of Play - available on Amazon.uk
Sofocle - Aiace - ed. disp.
Italo Calvino - Orlando Furioso di Ludovico Ariosto - Mondadori, Milano 2003
William Shakespeare - Re Lear - ed. disp.
Erasmo da Rotterdam - Elogio della Follia - ed. disp.
Una dispensa on line contenente una miscellanea di testi, che verrà prossimamente pubblicata on line

Per approfondimenti sulla storia del teatro in generale consiglio:
Cesare Molinari - Storia del teatro - ed. disp
Oscar Brockett - Storia del teatro - ed. disp

L’esame prevede:
una parte orale che verte sugli argomenti del corso

Per chiarimenti e comunicazioni alla docente, si prega di contattarla via e-mail all'indirizzo: chiaragua@portugalmail.com

Sunday, October 25, 2009

Accademia di Brera - Corso per il Trienio - a.a. 2009-2010

Riletture contemporanee di Shakespeare

Il corso sarà dedicato allo studio di alcune opere shakespeariane sia nel loro contesto originale – quindi andando ad approfondire le origini del teatro elisabettiano, le modalità di messa in scena, i codici culturali condivisi – sia nel momento delle riletture moderne e contemporanee, dando attenzione al lavoro dei registi che più di altri hanno saputo rileggerli e adattarli alle esigenze sceniche moderne, dimostrando l’attualità delle parole del grande autore inglese.

L’esame prevede:
a. Una parte generale, per cui saranno richiesti, imprescindibilmente, i seguenti testi:
• Cesare Molinari - Storia del teatro - Laterza, Roma-Bari 1996
• Victor Turner - Dal rito al teatro - Il Mulino, Bologna 1986
• Ian Kott – Shakespeare nostro contemporaneo - Feltrinelli, Milano 2002
• Peter Brook - Lo spazio vuoto – Bulzoni, Roma 1998
• Peter Brook – La porta aperta - Einaudi, Torino 2005
• Una dispensa contenente una miscellanea di testi

Di Shakespeare, nelle edizioni disponibili:
• Il mercante di Venezia
• Le allegre comari di Windsor
• La tempesta
• Pene d’amor perdute
• Re Lear
• Romeo e Giulietta

Un testo a scelta tra i seguenti:

• Masolino d’Amico – Dieci secoli di teatro inglese – Mondadori, Milano 1992
• Anna Anzi – Storia del teatro inglese dalle origini al 1660 – Einaudi, Torino 1997
• Fabrizio Cruciani – Lo spazio del teatro - Laterza, Roma-Bari 2004
• Johan Huizinga – Homo Ludens – Einaudi, Torino 1973
• Peter Brook – Il punto in movimento 1946-1987 – Ubulibri, Milano 1995
• Cesare Molinari – L’attore e la recitazione - Laterza, Roma-Bari 1998
• Giorgio Strehler o la passione teatrale - Ubulibri, Milano 1998
• Giorgio Strehler e il suo teatro – Bulzoni, Roma 1997

Monday, February 02, 2009

Frecce dell'angelo dell'oblio

La chiusura del corso avrà luogo GIOVEDI' 5 FEBBRAIO 2009, in AULA 10, alle ore 14.00
con la lezione - spettacolo aperta a tutti gli interessati (anche non del corso) dedicata a
FRECCE DELL'ANGELO DELL'OBLIO
di José Sanchis Sinisterra
regia di Tiziana Bergamaschi
E' un testo del 2004. La protagonista è una giovane ragazza che ha perso, per ragioni sconosciute, la memoria. E’ ricoverata in un luogo che potrebbe essere una clinica e due uomini e due donne la riconoscono come una persona a loro cara e che è scomparsa. Un’infermiera enigmatica è presente ai colloqui. Qual è il suo ruolo? Chi è veramente? Queste persone mentono? Cosa deciderà la ragazza? Ma soprattutto che futuro l’aspetta? Domande che questo lavoro teatrale pone e che non sempre avranno risposta. Il tema viene trattato con leggerezza ed ironia in modo che il pubblico si diverta e pensi nello stesso tempo.

La parola in Sinisterra è centrale, ma è una parola che non vuole dominare la scena, è una parola insufficiente a dire il mondo, è una parola forte proprio perché conosce la sua debolezza. Si potrebbe anche parlare di uno “svuotamento” della parola drammatica che non mostra, ma nasconde, non rivela quello che il personaggio sembra dire, ma proprio quello che non vorrebbe dire. E in questa condensazione della parola, il silenzio è espressivo alla pari del discorso.
Rifiutando la nozione di personaggio come qualcosa di compatto, copia di un essere umano, rappresentante di un determinato archetipo, Sinisterra accentua invece la condizione incompleta del personaggio drammatico, il suo carattere parziale ed enigmatico, rivelatore di appena una minima parte di se stesso. La perdita della memoria del personaggio X, che si esprime per tutta la prima parte del testo in un silenzio enigmatico, è l’elemento destabilizzante che vanifica ogni tentativo degli altri personaggi di utilizzare la parola come forma di comunicazione sufficiente. Inoltre X funziona come cartina di tornasole che aiuta a scoprire il non detto e le verità nascoste dietro un’apparenza banalizzante.


NOTA BIOGRAFICA SULL'AUTORE
José Sanchis Sinisterra (Valencia, 1940) è considerato uno dei maggiori drammaturghi e registi di teatro contemporaneo in lingua spagnola. Al teatro si dedica sin da giovanissimo, fondando l’Aula e il Laboratorio di Teatro dell’Università di Valencia. Nel 1977, crea il teatro Fronterizio, che dirige fino al suo scioglimento nel 1997. Nel 1988 ha creato il Teatro Beckett di Barcellona che si occupa da allora di drammaturgia contemporanea offrendo la possibilità a nuovi autori di rappresentare le loro opere. Nel 1993 è stato nominato direttore artistico del festival Ibero-Americano del Teatro di Càdiz e nel 2005 del Teatro Metastasio di Prato (IT). Oltre a dirigere testi propri, ha allestito opere di Cervantes, Lope de Rueda, Molière, Racine, Shakespeare, Pirandello, Cechov, Strindberg, Brecht, Brossa e Beckett, insieme a drammaturgie da lui eseguite su Joyce, Kafka, Melville, Collazos, Cortazar, Beckett. Per il suo lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nacional de Teatro (1990) e il Premio Lorca (1991). Tra le sue attività c’è anche quella di studioso di teoria teatrale e docente universitario. Tiene, inoltre, seminari di drammaturgia in tutto il mondo. Dalla sua opera più conosciuta, “Ay, Carmela” (1987), è stato tratto il film diretto da Carlos Saura. Altre sue opere, mai rappresentate in Italia sono: Perduta sugli Appalachi, I figuranti, Naufragi di Alvar Nuñes, La riga nei capelli di William Golden, sangue lunare, solo per citarne alcune. Suoi testi rappresentati in Italia sono: Il lettore a ore, andato in scena al Fabbricone di Prato per la sua regia nel 2006, Valeria e gli uccelli, l’Assedio di Leningrado messo in scena dall’ass. cult. Vitamina T per la provincia di Roma e Ay Carmela.

Saturday, January 17, 2009

Saturday, November 29, 2008

Filumena Marturano


Legami di sangue e vincoli d'amore. Una straordinaria pièce teatrale con Lina Sastri nel ruolo della celebre eroina eduardiana.

“Una grande, bellissima e tormentata storia d’amore”. Così definisce la commedia di Eduardo Francesco Rosi, che prosegue con questa regia il sodalizio artistico con la compagnia di Luca De Filippo.

Donna del popolo, ex prostituta, Filumena Marturano vive da venticinque anni come una moglie, senza esserlo, nella casa di Domenico Soriano, napoletano borghese e benestante. Ha cresciuto in segreto tre figli, avuti da tre uomini diversi; di uno solo è certa la paternità, il figlio di Soriano, e quando Filumena glielo rivela, estremo stratagemma per farsi sposare, non gli dice però quale: perché “i figli sono figli” e devono essere tutti uguali.

La commedia affronta il tema, scottante in quegli anni, dei diritti dei figli illegittimi. Nel 1947, infatti, l’anno dopo la prima rappresentazione dello spettacolo, l’Assemblea Costituente sancì il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio.

locandina
Teatro Strehler
25 novembre – 14 dicembre 2008
Orario spettacoli

Filumena Marturano
di Eduardo De Filippo
regia Francesco Rosi
scene Enrico Job
costumi Cristiana Lafayette
luci Stefano Stacchini
con Lina Sastri, Luca De Filippo
e Nicola di Pinto, Antonella Morea
Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Daniele Russo, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Carmine Borrino, Silvia Maino

produzione Teatro di Roma, Elledieffe

prezzi
SERIE STAGIONE

Platea:
Intero € 32,00
Ridotto card Gio/Anz € 20,00
Balconata:
Intero € 25,50
Ridotto card Gio/Anz € 17,00

Wednesday, November 26, 2008

Segnalazione spettacolo


Il male sorge, dice Piovene dove nasce qualcosa capace di soffrire. E ancora, nella sua presentazione al romanzo, “I personaggi sebbene diversi hanno un punto in comune: tutti ripugnano dal conoscersi a fondo. Ognuno capisce se stesso solo quanto gli occorre… La malafede è un’arte di non conoscersi, o meglio di regolare la conoscenza di noi stessi sul metro della convenienza.” Rita e la madre sono due personaggi scomodi, egoisti, dolorosi e doloroso è il loro reciproco bisogno d’amore e di distruzione, il loro insaziabile desiderio di essere capite.
Maria Grazia Mandruzzato

GUARDA IL VIDEO DEL PRIMO STUDIO http://www.youtube.com/watch?v=coz9FZvUX7w

durata 70 minuti


INCONTRO CON IL PUBBLICO
Paesaggio veneto con turbamenti: Guido Piovene tra letteratura e cinema
lunedì 1° dicembre alle ore 20.30 CRT Salone, Via Ulisse Dini 7
Interverranno Luca Scarlini e Maria Grazia Mandruzzato

Ingresso libero


PREZZI CRT Salone:
Intero € 12,00
Ridotto Giovani max 25 anni € 8,00
Convenzionati € 10
Ridotto Anziani oltre 60 € 6,00


INFO Prevendite o Prenotazioni telefoniche
biglietteria CRT Teatro dell’Arte tel. 0289011644 promozione@teatrocrt.it
da lunedì a sabato 10.00 -19.30
domenica un’ora prima dell’inizio dello spettacolo


biglietteria CRT Salone un’ora prima dell’inizio dello spettacolo(solo contanti) promozione@teatrocrt.it

Ritiro biglietti prenotati*:
residenti a Milano: entro il giorno precedente lo spettacolo
residenti fuori Milano: entro un’ora prima dall’inizio dello spettacolo
*tutte le prenotazioni non ritirate saranno annullate


ORARIO SPETTACOLI
CRT Salone ore 21.00 – domenica ore 16.00

Friday, November 07, 2008

Accademia di Brera - Corso per il Trienio - a.a. 2009-2009

La crisi sacrificale attraverso le figure femminili del teatro greco del V secolo

Il corso sarà dedicato allo studio delle figure femminili nelle opere dei maggiori tragediografi dell'Atene del V secolo, e della relazione che si sviluppa con il tema antropologico della crisi sacrificale. Verranno analizzate le modalità di rappresentazione in relazione alle singole opere, oltre che l'influenza che talune hanno esercitato sulla drammaturgia successiva, attraverso anche il fenomeno della riscrittura.

L’esame prevede:
a. Una parte generale, per cui saranno richiesti, imprescindibilmente, i seguenti testi:

• Cesare Molinari - Storia del teatro - Laterza, Roma-Bari 1996
• Victor Turner - Dal rito al teatro - Il Mulino, Bologna 1986
• H.C. Baldry - I Greci a teatro - Laterza, Roma-Bari 1997
• Diego Lanza – La disciplina dell’emozione - Il Saggiatore, Milano 1977
• Una dispensa contenente una miscellanea di testi.
• Eschilo - Agamennone - ed. disp
• Sofocle - Antigone - ed. disp
• Alcesti, variazioni sul mito - Marsilio, Venezia 2006
• Euripide - Ifigenia in Aulide - ed. disp.
• Medea, variazioni sul mito - Marsilio, Venezia 1999

Un testo a scelta tra i seguenti:

• Victor Turner - Antropologia della performance - Il Mulino, Bologna 1993 (dispensa)
• Di Benedetto-Medda - La Tragedia sulla scena - PBEinaudi, Torino 1997
• Diego Lanza – Il tiranno e il suo pubblico - PBEinaudi, Torino 1977
• Johan Huizinga – Homo Ludens – Einaudi, Torino 1973
• Jean Caillois – I giochi e gli uomini: la maschera e la vertigine – Bompiani, Milano 1981
• JP Vernant e P. Vidal-Naquet – Mito e tragedia nell’antica Grecia – Einaudi, Torino 1976
• JP Vernant e P. Vidal-Naquet – Mito e tragedia due – Einaudi, Torino 1991
• Louis Jouvet – Elogio del disordine – La casa Usher, Firenze 1994
• Cesare Molinari – L’attore e la recitazione - Laterza, Roma-Bari 1998
• Vincenzo Di Benedetto – Euripide: teatro e società – Einaudi, Torino 1975
• René Girard - La violenza e il sacro - Adelphi, Milano 1980


b. La visione e l’analisi di almeno uno spettacolo teatrale della stagione in corso (struttura drammaturgica, scenografia, materiali paratestuali, relazione tra struttura visiva e testo). Lo spettacolo può essere di qualsiasi genere (prosa, opera, balletto, ecc) fatta eccezione per il musical.

Tuesday, November 04, 2008

Accademia di Brera - Corso per il Biennio - a.a. 2008 - 2009

Il mito di Don Giovanni dalle origini alle riscritture contemporanee

Il corso si propone di seguire il percorso di sviluppo della figura di Don Giovanni, da considerarsi nei suoi aspetti di alfiere della libertà di pensiero e di seduttore, elementi che hanno trasformato questo personaggio in un mito della modernità.
Verranno lette e analizzate le versioni più importanti del mito, dai primi canovacci ai testi di Molière e Tirso de Molina, non tralasciando gli aspetti fondamentali di critica testuale e le possibilità sceniche offerte da quest'opera complessa.

Bibliografia:
Victor Turner - Dal rito al teatro - Il Mulino, Bologna 1986 (solo per chi non abbia seguito il corso del triennio con la prof.ssa Gualdoni)
Giovanni Macchia - Vita avventure e morte di Don Giovanni - Adelphi, Milano 1991
Don Giovanni, variazioni sul mito - a cura di Umberto Curi - Marsilio, Venezia 2005
Cesare Garboli -
Il Dom Juan di Molière - Adelphi, Milano 2005
Don Giovanni, un progetto di Paolo Brera - Alacràn, Milano 2007
Una dispensa on line contenente una miscellanea di testi, che verrà prossimamente pubblicata on line


Per approfondimenti sulla storia del teatro in generale consiglio:
Cesare Molinari - Storia del teatro - ed. disp
Oscar Brockett - Storia del teatro - ed. disp

L’esame prevede:
una parte orale che verte sugli argomenti del corso

Per chiarimenti e comunicazioni alla docente, si prega di contattarla via e-mail all'indirizzo: chiaragua@portugalmail.com

Friday, May 23, 2008

Dispensa Biennio

La dispensa del corso del biennio è reperibile sul web.

Bisogna andare all'indirizzo http://it.briefcase.yahoo.com/bc//home
Accedere quindi con

ID: gualdoni.brera
pwd: ughetto

I documenti della dispensa sono raccolti nella cartella I miei documenti

Potete scaricarli, sono in formato pdf

Friday, April 11, 2008

Accademia di Brera - Corso per il Biennio - a.a. 2007 - 2008

Scritture periferiche di Faust: dalle origini a Pessoa

Il corso si propone di seguire il percorso di sviluppo della figura di Faust, da considerarsi un mito della modernità, dalla sua nascita nel XVI secolo sino a una delle ultime riscritture moderne, quella di Fernando Pessoa.
Verranno lette e analizzate le versioni più importanti del mito, da Marlowe a Goethe, non tralasciando gli aspetti fondamentali di critica testuale e le possibilità sceniche offerte da quest'opera complessa.

Bibliografia:
Victor Turner - Dal rito al teatro - Il Mulino, Bologna 1986 (solo per chi non abbia seguito il corso del triennio con la prof.ssa Gualdoni)
Cipriano d'Antiochia - Confessione. La prima versione del mito di Faust nella letteratura antica - Mimesis, Milano 1994
Calderon de la Barca - Il mago dei prodigi - Einaudi, Torino 2003
Cristopher Marlowe - Doctor Faustus - ed. disp.
Paolo Orvieto - Il mito di Faust - Salerno, Roma 2006
Fernando Pessoa - Faust - Einaudi, Torino 1991
Johann Spies - Storia del dottor Faust ben noto mago e negromante - Feltinelli, Milano 1980
Una dispensa on line contenente una miscellanea di testi.

Per approfondimenti sulla storia del teatro in generale consiglio:
Cesare Molinari - Storia del teatro - ed. disp
Oscar Brockett - Storia del teatro - ed. disp

L’esame prevede:
una parte orale che verte sugli argomenti del corso
l’analisi di uno spettacolo della stagione in corso (struttura drammaturgica, scenografia, materiali paratestuali).

Per chiarimenti e comunicazioni alla docente, si prega di contattarla via e-mail all'indirizzo: chiaragua@portugalmail.com

Wednesday, November 28, 2007

Incontro con Laura Pasetti - Le tre sorelle

Sabato 1 dicembre alle ore 11 in aula 13 Laura Pasetti, interprete di Masha
ne "Le tre sorelle" di Cechov in scena al Teatro Strehler in questi giorni, parlerà della
messa in scena, della regia e del percorso di preparazione dello spettacolo.

La lezione del corso del triennio avrà luogo dalle 10 alle 11
Il ricevimento studenti avrà luogo dalle 9 alle 10

La trama
Ol'ga, Masha, Irina e Andrej Prozorov vivono soli dopo la morte del padre. Ognuno di loro ha le proprie frustrazioni e non riesce a comunicare con l'altro: Ol'ga è annoiata del suo lavoro come maestra, Masha non ama suo marito Kulygin ma è innamorata, ricambiata, di Versinin, sposato, con due figlie, e una moglie che tenta il suicidio svariate volte; un uomo innamorato, ma che infine deve congedarsi da Masha, la donna che ama. Irina è la minore delle sorelle e il suo desiderio di andare a Mosca per liberarsi della solitudine è talmente grande che accetta di sposare il barone Tuzenbach anche se non l'ama, ma quest'ultimo muore in duello ucciso da Soliony, altro pretendente di Irina. Andrej aspira a diventare un professore di cattedra universitaria, ma sposa una donna insensibile e meschina, Natasha, e si chiude in se stesso e nella sua infelicità (nonostante abbia tre sorelle, confida le sue pene al vecchio usciere Ferapont che è sordo). Una storia in cui essenzialmente non accade nulla, dietro cui si cela però una profonda analisi dell'animo umano e dei suoi turbamenti, che Cechov analizza in maniera incomparabile.

Recensione dello spettacolo
Si apparecchia per un pasto che non verrà consumato. Si portano valige vuote per un viaggio che non verrà intrapreso. Si parla di un futuro felice e più consapevole che non ci comprenderà. Nell’impossibilità ad agire, nella difficoltà ad entrare in contatto, nella diffusa necessità di fuggire una vita che stenta a rivelarsi, Anton Cechov ripone speranze e dubbi sul futuro dell’umanità. La scienza chiarirà il presente solo in un lontano futuro, la Russia si riscatterà con sofferenza e lavoro, ma chi è disposto a sacrificarsi per chi verrà domani, temendo che la vita sia una sola, senza la speranza di una seconda possibilità?

Tre Sorelle è un capolavoro di solitudine, di interiorità, di mancanza di speranze e di capacità di analisi di tutte le vie d’uscita dalla condizione umana, serrate da noi stessi prima che da una società che non sarà mai in grado di mettere le nostre esigenze al centro della sua affollata piazza. Partire, cambiare amore, diventare qualcuno per il mondo che verrà; germogli pronti ad appassire, lampi di speranza destinati ad essere ridimensionati dal tempo, deboli spinte sufficienti a far precipitare chi si illude osservando gli uccelli planare.

Massimo Castri mette al centro della scena un grande tavolo circolare, intorno al quale fa ruotare i personaggi in cerca di un centro di gravità che non li porti a schizzare in tutte le direzioni chiedendosi ripetutamente dove stanno andando. Mentre la tavola viene imbandita, i commensali si accomodano su valige vuote come le loro speranze di cambiamento. All’inizio dell’opera il regista mostra l’esigenza di contenere la sua fine, come la nascita contiene il concetto di morte, introducendo passeggeri in attesa di un treno che non fermerà nella stazione dove essi, quasi casualmente, aspettano. I discorsi si accavallano senza rivelare un intreccio. Le speranze si diluiscono presto in delusioni, le aspirazioni in sospiri, gli slanci in ritirate. Ogni tanto un personaggio esce dal torpore, si accanisce su un argomento che più è vuoto e più lo vede meschino al centro del nulla in cerca di niente.

La sensazione di congelamento in attesa di un sole che riscaldi l’uomo del futuro è chiara, ciò che però lascia perplessi, nell’allestimento di Castri, è il ritmo e la recitazione. Delle tre sorelle solo Olga sembra salvarsi dagli eccessi di una declamazione ondeggiante, fatta di afflati e sospiri, struggimenti alternati ad indifferenti toni. Renato Scarpa strappa un applauso indotto dalle prime parole del suo ubriaco e strombettante monologo. La follia viene espressa attraverso stereotipi esteriori, la solitudine raccontata con personaggi girati di spalle e seduti ognuno sul proprio bagaglio. La lentezza si impossessa del pubblico e lo culla alle soglie del torpore; ogni tanto un acuto, un violino, un organetto, un accenno di ballo un grido ed un “a Mosca a Mosca” ridestano l’attenzione per un attimo. Il trombone, rimasto in agguato, lestamente torna a cullare lo spettatore nell’ottocentesca carrozzina che ondeggia sul palcoscenico, avvicinandolo a Fantozzi che, senza freni, precipita nella riedizione della coeva Corazzata Potemkin.